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Gianfranco se n'è andato.. PDF Stampa E-mail
Chi era Gianfranco Mingozzi tutti lo sanno!

Oltre che un uomo garbato,  educato buono e sensibile è stato il più grande documentarista italiano. Amatissimo ed apprezzato in tutta Europa, la sua cinematografia, il suo essere autore, ha lasciato tracce fondanti di uno stile e di un linguaggio unico nel suo genere.
Il territorio bolognese, la bolognesità gli deve tanto. Attraverso i suo lavori l’ha raccontata straordinariamente in molteplici sfaccettature.

Caro Gianfranco, era il 1986 e ti incontrai a Bologna alla Cineteca; io che avevo il “fuoco sacro” del cinema dentro lo stomaco. Quel giorno mi avevi dedicato del tempo, volevi sapere chi ero e cosa mi aspettavo dal cinema. Passati pochi mesi ero a Roma a casa tua, mi confortavi dopo l’ennesimo bidone di un funzionario del settore. Da allora è nata una grande amicizia e stima, ma soprattutto un' intensa collaborazione.
Stavamo lavorando  alla nuova edizione del volume “Dolce Dolce Vita” per i cinquanta anni dall’uscita del film di Fellini. La precedente edizione che celebrava i quarant’anni aveva riscontrato un successo planetario e richiesta dalle Università di tutto il mondo.
Voglio dirti che i giorni passati sui set dei tuoi film sono stati meravigliosi, i giorni passati al Festival del Cinema di Venezia unici ed irripetibili, come in quell'edizione dove io presentavo la prima bottiglia di vino dedicata al cinema; le giornate a Cannes o alla Cineteca di Bologna al Cinema Ritrovato.

Ciao Gianfranco scusa se ti ho fatto perdere tempo, mi piace pensare che sei già impegnato con l’amico Tullio Kezich  in chissà  quale iniziativa; lì, si proprio lì, in Paradiso.

Giorgio Menna